
Non ho apprezzato il modo in cui i nostri media hanno dato risalto alla morte dei sei soldati della Folgore. Sia i giornali che le tv non si sono limitati alla commiserazione del tragico destino di questi uomini, ma sono andati oltre: hanno cercato infatti di dare un’aurea epica e gloriosa a tutta la faccenda. Sono state usate troppe parole a sproposito: patria, democrazia, libertà, pace, ma quella che mi è sembrata decisamente più inappropriata è stata “eroi”.
I sei soldati italiani morti a Kabul sono poveri uomini che hanno incontrato un destino infelice, ma non sono eroi, a meno che non si ritenga giusto riservare questo appellativo a qualsiasi persona che muore con una divisa addosso. Ma io non sono di questo parere: per me eroe è chi salva la vita del prossimo sacrificando la sua, o chi muore in virtù di un ideale giusto e imprescindibile.
Questi soldati non sono meno eroi di chi finisce vittima di un incidente stradale, o di chi muore sul lavoro, come succede a circa 1200 italiani all’anno.
Onoriamo i sei parà morti a Kabul: i funerali di Stato mi sembrano appropriati, perchè dopo tutto questi uomini sono morti coi nostri colori indosso. Ma non parliamo di eroismo: quello è tutt’altra cosa.


Mi trovo in perfetta sintonia con il tuo pensiero.
Lo stesso vale per me. Inoltre è sempre un piacere leggere – negli altri post- di filosofia per vero interesse personale. Detto da un coetaneo poco più piccolo.