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Il filosofo francese Benjamin Constant (diciottesimo secolo) affronta il tema della menzogna: assodato che dire la verità è un dovere, è lecito mentire in talune circostanze?

salvator rosaL'allegoria della menzogna

Constant parla di principi fondamentali, ovvero regole etiche e sociali assolutamente giuste e imprescindibili (come il principio d’eguaglianza, ad esempio) e afferma quanto segue: “Tutti hanno in odio i principi: gli uni perchè li considerano portatori dei mali del passato, gli altri perché vi scorgono le cause del moltiplicarsi delle difficoltà attuali”. Molto spesso infatti i principi risultano inapplicabili alle circostanze, ma ciò non significa che siano ingiusti. Constant sostiene che ogni principio necessita di un principio intermedio che lo renda adatto alla situazione. Ecco un esempio:

Che nessun uomo possa essere vincolato da leggi che egli stesso non abbia contribuito a istituire, costituisce un principio universale ugualmente vero in tutte le epoche e in ogni circostanza. In una società molto ristretta questo principio può trovare immediata applicazione e non necessita di principi intermedi per entrare nella consuetudine. Ma in una combinazione diversa, in una società molto numerosa, al principio che abbiamo appena citato occorre aggiungerne un altro, un principio intermedio. Questo principio intermedio è che gli individui possono concorrere alla formazione delle leggi sia in prima persona, sia attraverso i propri rappresentanti. Chiunque volesse applicare il primo principio a una società numerosa, senza rifarsi al principio intermedio, finirebbe inevitabilmente per sovvertirla: e tuttavia tale sovvertimento, pur attenstando l’ignoranza e l’inettitudine del legislatore, non proverebbe nulla contro il principio”.

Dopo questa argomentazione sulla necessità di scoprire i principi intermedi che rendano applicabili quelli fondamentali, Constant affronta il tema della menzogna in questi termini: la verità è un principio fondamentale, ma assunto in modo incondizionato e isolato renderebbe impossibile ogni forma di società.

“La prova a riguardo ci è fornita dalle immediate conseguenze che un filosofo tedesco [Immanuel Kant] ha tratto da questo principio, arrivando a sostenere che la menzogna detta a un assassino che ci chiedesse se un nostro amico, che egli sta seguendo, non sia rifugiato in casa nostra, sarebbe un crimine”.

Constant cita polemicamente Kant: dire la verità è un dovere, ma rispettarlo sempre, senza mediazioni, è assurdo. Qual è dunque il principio intermedio che rende applicabile quello fondamentale della verità?

“Dire la verità è un dovere, ma solo nei confronti di chi ha diritto alla verità. Ora, nessuno ha diritto a una verità che nuoce ad altri. Ecco, a mio avviso, come il principio sia divenuto applicabile”.

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