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Viviamo con la convinzione che la natura sia “buona”, e che il suo peggior nemico sia l’Uomo, ovvero noi stessi. Pensiamo che vada protetta, che le sue sorti dipendano unicamente dal nostro operato, quasi come se avessimo il controllo totale su di essa. La natura: un gigante buono, vulnerabile, e verso il quale proviamo un’enorme senso di colpa. Basta guardare alcuni film recenti (per ultimo, Avatar) per rendersi conto di come tale concezione sia ormai ben radicata nella morale comune e nell’opinione pubblica.

Poi però ci stupiamo quando sentiamo la notizia di centinaia di morti causati da un sisma. Non riusciamo a capire perché un’entità tanto benevola e bisognosa d’aiuto e di attenzioni ci provochi una simile sofferenza. La verità è che la natura è un mostro. Terremoti, inondazioni, alluvioni, tsunami, senza contare la ferocia di molte specie animali.

Non sono contrario al messaggio ambientalista: del resto, distruggere la natura equivale a mettere in serio pericolo l’umanità stessa, che da essa ricava il sostentamento. Quello che non mi piace è il mito della natura buona, benevola e pacifica: è una falsità.

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