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“Sono portato a sospettare che i Negri, e in genere tutte le altre specie umane, sono per natura inferiori ai Bianchi. Non è mai esistita una nazione civilizzata, con una costituzione, che non fosse bianca”.

David Hume, eccellente filosofo, scriveva queste cose nel 1752. Si potrebbe bollarlo come “razzista” e chiudere la questione, ma desidero andare un po’ più a fondo.

A mio modo di vedere, ciò che sfugge a Hume è il fatto che ogni popolo ha il suo momento. Quando gli egiziani alzavano le piramidi, Roma ancora non esisteva, e se degli uomini vivevano in quell’angolo del Lazio doveva certamente trattarsi di pastori. Circa tremila anni dopo, i discendenti di quei pastori avrebbero conquistato e sottomesso l’intero Egitto.

Tremila anni: non sono un’enormità? Per accorgesene, è sufficiente pensare a cos’era il mondo nel 1000 aC oppure immaginare cosa diventerà nel 5000 dC. Quando Hume afferma che i negri e le altre “specie” umane sono inferiori ai bianchi perchè non hanno mai creato una nazione civilizzata, dimostra di avere una visione terribilmente ristretta della storia.

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