Israele non può essere diverso

Una terra per il popolo di esuli più illustre di sempre: un’idea romantica, non c’è dubbio, ma la tragica incompatibilità tra lo Stato d’Israele e il mondo arabo è sotto gli occhi di tutti.

In realtà, Israele non può essere diverso da com’è. Si tratta infatti di uno Stato che ingaggia quotidianamente una lotta per la sopravvivenza, e ciò è sufficiente a spiegare il sistema liberticida messo in piedi in questi decenni. Israele è come un tale che gira per strada armato, con la consapevolezza che molti vogliono la sua morte: spesso spara difendendosi legittimamente, ma ancor più spesso spara e uccide anche chi non voleva attentare alla sua vita. La paura e il pericolo inducono Israele ad azioni orribili, ma ripeto: ciò non può non accadere.

Non è e non potrà mai essere uno Stato normale e democratico quello Stato che è circondato da nemici e tiene al suo interno il tritolo che può farlo saltar per aria. Non esiste democrazia in guerra. Con queste considerazioni non intendo giustificare il comportamento dell’esercito israeliano, ma voglio piuttosto essere realista: chi crede che Israele possa esistere e garantire al contempo eguali libertà a ciascuno è un illuso. Delle due cose, o l’una o l’altra.

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3 thoughts on “Israele non può essere diverso

  1. Tu sei filoisraeliana, e lo ero anch’io fino a qualche tempo fa ma da un bel po’ ormai ho sospeso il giudizio, e mi limito a cogliere la drammaticità della situazione. Lo Stato d’Israele è fonte di enormi ingiustizie, ma sbaglia chi pensa che una Palestina con Gerusalemme capitale sia la soluzione: e i milioni di israeliani che stanno lì dove li mettiamo? Non parliamo poi di chi auspica la nascita di uno Stato della Palestina accanto a quello d’Israele: non lo vogliono nè i palestinesi nè gli israeliani, e molto probabilmente ci sarebbero ancora più morti. Altro che processo di pace.

  2. Filoisraeliana? Io forse la penso come te, non penso che sia tutto oro colato, ma sicuramente ritengo Israele uno stato aggredito che non solo ha il diritto, ma il preciso dovere di difendersi.

    Poi, le guerre pulite non esistono, chi è in guerra si sporca le mani, spesso gravemente: da una parte e dall’altra.

    Non credere che io non abbia nel cuore, oltre al popolo israeliano, anche le popolazioni palestinesi innocenti, ma quelli innocenti, non quelle che vorrebbero la distruzione d’Israele e di chi lo abita: è per questo spirito di distruzione che, come te, non riesco a credere alla convivenza pacifica di due stati indipendenti vicini e confinanti.

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