L’importanza dei leader viene spesso trascurata. Alcuni ritengono che si tratti di figure appartenenti al passato e che l’uomo di oggi, più colto, istruito e moderno, possa farne a meno. Non è vero. La ricerca di un capo è qualcosa di istintivo: l’uomo si è rivolto ai leader nell’antichità, nel medioevo e nei tempi più recenti: per quale motivo tutto ciò dovrebbe cessare oggi? I leader poi non sono solo quelli che guidano le nazioni o i partiti: anche un gruppo di pochi amici può cercare spontaneamente un individuo più forte al quale appoggiarsi (accade sempre in realtà). Sul punto voglio offrire l’interessante trattazione del sociologo Gustave Le Bon. Ecco un passo dal suo celebre “Psicologia delle folle” (1895).

Le bon

Non appena un certo numero di esseri viventi sono riuniti – si tratti di una mandria di animali o di una folla d’uomini – ricercano d’istinto l’autorità di un capo, di un trascinatore.

Nelle folle umane, il capo ha un compito importante. La sua volontà costituisce il nucleo attorno al quale si formano e si identificano le opinioni. La folla è un gregge che non può fare a meno di un padrone.

Nella maggior parte dei casi, il capo è stato dapprima soltanto un gregario, ipnotizzato dall’idea di cui in seguito è diventato l’apostolo. Questa idea l’ha invaso in modo tale che nulla più esiste al di fuori di essa, di modo che ogni opinione contraria sembra errore o superstizione.

Il più delle volte i capi non sono uomini di pensiero, ma d’azione. Sono poco chiaroveggenti; né potrebbe essere altrimenti, perché la chiaroveggenza porta generalmente al dubbio e all’inazione. Vengono reclutati soprattutto tra quei nevrotici, esagitati, semi-alienati che vivono al limite della follia. Per quanto assurda sia l’idea che difendono o lo scopo che perseguono, qualunque ragionamento si infrange contro le loro convinzioni. Il disprezzo e le persecuzioni non fanno che eccitarli di più. Interesse personale, famiglia, tutto è sacrificato. Perfino l’istinto di conservazione è distrutto, al punto che il martirio costituisce spesso l’unica ricompensa alla quale quegli individui ambiscono. L’intensità della fede conferisce grande forza di suggestione alle loro parole. La moltitudine dà sempre ascolto all’uomo dotato di forte volontà. Gli individui riuniti in folla perdono la volontà e quindi si rivolgono per istinto verso chi ne possiede una.

In ogni sfera sociale, dalla più alta alla più bassa, l’uomo, quando non è più solo, viene presto dominato da un capo. La maggior parte degli individui infatti, soprattutto fra le masse popolari, non avendo idee chiare e razionali al di fuori delle proprie specializzazioni, sono incapaci di governarsi da soli. E’ sempre un bisogno di servire, non un bisogno di libertà, a dominare l’anima delle folle. La sete di obbedienza le spinge a sottomettersi per istinto a chi se ne dichiara padrone.

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