Siamo un corpo o abbiamo un corpo? Credo che la questione trascenda la religione ed attenga solamente alla nostra sensibilità. Una risposta, a mio modo di vedere, la possiamo cogliere nella cronaca giornalistica: quando le autorità rinvengono una persona senza vita, i giornalisti non dicono mai “è stato ritrovato Tizio”, ma piuttosto “è stato ritrovato il corpo di Tizio”.

E allora non siamo un corpo, ma abbiamo un corpo. Una persona senza vita appare ai nostri occhi come un oggetto, e tante volte ci offre solo un pallido ricordo di ciò che è stata.

L’ingrediente essenziale della nostra personalità e della nostra identità non è il corpo, ma il nostro animo, il nostro spirito, quell’impulso vitale che esprimiamo coi nostri sorrisi, i nostri sguardi, il nostro tono di voce. Quando manca tutto questo rimane solo un corpo, che ci appartiene, ma non ci identifica.

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