La voce di Bossi

La voce di Bossi è rauca e flebile: le parole pronunciate dal Senatur si distinguono a mala pena l’una dall’altra. Eppure non si tratta di parole qualsiasi, perché possono cambiare il destino politico del Paese. Non è possibile riflettere sulla situazione politica italiana senza dover ogni tanto rizzare le orecchie per capire cosa dice Bossi.

Non è paradossale che tanto potere promani da una fonte così debole?

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9 thoughts on “La voce di Bossi

  1. Non lo é affatto, se pensi che tanto potere si basa sulle ancor più deboli menti di tutti i coglioni che votano lega. La madre dei cretini é sempre incinta, ergo a bossolo non mancherà mai il potere, anzi, con il dilagare dell’ignoranza al nord italia che si diffonde come una pestilenza, sarà sempre più potente e la secessione avverrà non per le gesta di eroi o per il sangue di martiri come é sempre stato per millenni, ma per banale alzata di mano di un branco di analfabeti deliranti. Questo é paradossale:tanto sbraitare di fucili e baionette quando l’arma più forte é l’ignoranza petana.

  2. Non sono d’accordo.
    La secessione italiana é una realtà ormai alle porte, lo dimostra la inguaribile frattura culturale tra nord e sud che a mio aviso negli ultimi anni invece di rimarginarsi si sta accentuando.
    La secessione in italia é già avvenuta 150 anni fa con il sempre più acceso divario economico tra nord e sud che va sempre più aggravandosi. Certo il nord, che sia italiano o padano, non é la Germania e mai lo sarà, ma dal punto di vista di un merdionale é comunque irraggiungibile e non per demerito dello stesso ma perché un sud arretrato e povero, serbatoio di voti, denaro e carne da cannone, é strettamente funzionale al sistema italiano stesso che non sa andare avanti senza una colonia interna. Tenendo presente che, da che mondo é mondo, rivedendosi la storia, i fattori scatenanti fenomeni secessionisti sono sempre stati 3 (religione, etnia, ECONOMIA) c’è poco da fare con la retorica patriottica:quando un paese corre a due velocità prima o poi la parte più lenta rimane indietro e quella più veloce non resta certo ad aspettarla.
    Il sud ha troppi problemi immediati per coltivare uno spirito patriottico -finora inculcato con la retorica e le falsificazione storica- il nord ha una mentalità e ineteressi troppo campanilisti per non sentirsi “padano” (senza contare le numerose sottospecie: gli indipendentisti veneti, i filofrancesi valdostani, i trentini che vogliono essere austriaci ecc.). La secessione é già in atto solo che è un vento che viene da lontano, lento e inesorabile, per cui non ce ne siamo accorti finché non é sorto un partito di buzzurri guidato da uno zombi analfabeta, ma la lega non ha inventato niente tranne il concetto di “padania”. Nord e sud hanno una cosa in comune: l’apatia. Nessuno scenderà in piazza nè per dividere nè per riunificare l’italia, i meridionali hano troppi problemi di sopravvivenza per interessarsi così a fondo della loro causa, mentre i settentrionali sono un popolo ormai rarefatto, privo dei numeri e del coraggio necessario per potersi permettere una secessione armata e opta per la strada della “raccolta firme”. Ma nonostate questa “fiacchezza” , la secessione é comunque un effetto naturale della debolezza italiana:l’Italia é divisa, quindi debole, un paese debole e che quindi non si fa rispettare all’estero, non riesce a difendere i suoi cittadini e i suoi interessi commerciali in ambito internazionale,prendendo solo schiaffi e sfottò con il risultato di una cronica perdita di morale e di fiducia (quindi di senso di appartenenza) dei suoi cittadini. La guerra non é l’unica via per la secessione, c’è anche quella del mutuo consenso o addirittura del dato di fatto (vedi rep. Cecoslovacchia e Belgio).

  3. Anzitutto ribadisco che mi piacerebbe sapere con chi sto parlando. Questo è il terzo commento che lasci su questo blog senza firmarti. In secondo luogo, il quadro dell’Italia sarà pure desolante, ma rimane nonostante tutto il quadro di una delle prime potenze economiche del mondo (aspetto prove contrarie). Se dobbiamo dividerci noi dovrebbero dividersi tutti. Qui in Italia non esiste spazio per una secessione consensuale, perché a differenza di quello che credi tu ci sono moltissime persone che tengono all’unità nazionale, solo che non fanno lo stesso rumore dei leghisti o di quei poveracci che provano nostalgia per il Regno delle Due Sicilie (a proposito, quale sarebbe la causa dei meridionali a cui accenni?).
    Il fatto in Cecoslovacchia si sia avuta una secessione consensuale non significa proprio nulla, evidentemente lì c’erano i presupposti.

  4. Mi chiamo Gabriele,sono capitato per caso su questo forum, e se la matematica non mi inganna questo é il secondo post che lascio.
    L’Italia é una delle prime potenze economiche solo per metà…la metà geograficamente più vicina alle altre potenze tra l’altro, o almeno lo era fino a qualche anno fa. Il sud é un deserto, un deserto da cui tutti scappano e i pochi eroi che restano vivono in un limbo che si regge sul lavoro in nero, e su una serie di infiniti piccoli espedienti e compromessi che nemmeno ti immagini (e non mi riferisco al semplice cliché dell’ “arte di arrangiarsi” che ormai é solo un pretesto per fare film). L’imprenditoria é stroncata sul nascere dalla pressione fiscale, dalle mafie e dalla concorrrenza delle gigantesse del nord.
    (Non so se hai letto questa storiella ma, per quanto scritta in chiave ironica, te la consiglio perché é molto esplicativa http://antoniomenna.wordpress.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli/)
    Ora questa “mezza potenza” si regge in bilico sul precariato e su aziende che non sono più competitive perché invece di investire nella ricerca si sono attaccate per decenni al capezzolo dello Stato, e ora che i soldi sono finiti, non sapendo cosa vuol dire competere, l’unico modo in cui fanno cassa é risparmiando sui lavoratori, spremendoli e sfruttandoli, assumendo sempre meno e mettendo i giovani in condizioni di non potersi programmare una vita (da produzione=profitto si é passati a risparmio/sfruttamento=sopravvivenza). Una potenza? Una potenza ha l’acume mentale per capire che i giovani sono il futuro e invece questo é l’unico paese in cui il giovane viene penalizzato sotto tutti i punti di vista, deriso e sfottuto da una classe politica e imprenditoriale atrofizzata inutile e ignorante che crede che il posto fisso sia una scusa per chi vuole guadagnare senza fare un cazzo, che i giovani si laureino tardi perché sono mammoni e non perché l’università italiana é un goffo dinosauro saturo di nepotismo che gonfia gli studenti di nozioni inutili costringendoli ad affrontare un esame col (non sto esagerando) triplo del tempo necessario a uno studente inglese, che esce dalla facoltà già pronto e qualificato per il mondo del lavoro. Guarda la Spagna come favorisce l’inserimento dei giovani, stiamo emigrando perfino lì dove 20 anni fa stavano al livello del Meridione, e fai il paragone con la mentalità italiana e chiediti se questo titolo di “potenza” durerà ancora molto. A mandare avanti una potenza economica sono prima i lavoratori, poi gli imprenditori e i lavoatori qui sono in via di estinzione ormai anche al nord (il sud é solo in uno stadio più avanzato di decomposizione).

    Non vedo perché “se dobbiamo dividerci noi devono dividersi tutti”, come hai detto tu é questione di presupposti e qui ci sono eccome. In nessun altro paese esiste un così alto livello di razzismo interno, un razzismo che ormai é ben noto anche all’estero. Un razzismo interno molto più forte di quello che si prova per gli stranieri. Il razzismo non é solo questione di maleducazione: quando é interno mina SERIAMENTE il sentimento nazionale che (e qui aspetto io prova contraria) in Italia é sempre stato già di per sé molto flebile e pallido.
    Tantissimi sono i paesi non omogenei economicamente, anzi é sempre impossibile che l’economia sia concentrata in maniera uniforme, ma costituisce un problema quando alla differenziazione economica (accentuatissima molto più che in alti paesi http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/economia/2010/5-maggio-2010/nella-fanta-europa-the-economistil-sud-detto-bordello-sta-la-grecia-1602961060606.shtml) si accompagna l’odio campanilistico…e questo é SEMPRE stato il paese dei comuni e dei campanili. La Germania dell’Est si é ripresa perché ha potuto contare sugli aiuti e sugli aggravi fiscali che la Germania Ovest si é volontariamente accollata per permetterle di riprendersi. Ma quelli sono tedeschi: hanno uno spirito nazionale che qui non é mai esistito e mai esisterà, i tedeschi hanno mille difetti ma si sentono tutti figli della stessa patria:”campanilismo” non fa parte del loro vocabolario.
    Il nord italia non farebbe mai niente del genrere, specialmente ora che non può neanche permetterselo e che l’odio é acceso più che mai, e non vedo perché dovrebbe farlo visto che percepisce il sud come qualcosa di “diverso”, con cui non si identifica. A mio ponderato parere, queste persone che tengono all’unità nazionale non sono numerose come dici e se non fanno chiasso fanno malissimo a mio avviso. Perché é facendo chiasso che la lega (che non è affatto un partito di nicchia) si sta facendo passare ogni capriccio. Da che tutti li sfottevano 20 anni fa, sono stati al governo per 10 anni, hanno chiesto i ministeri al nord e li anno avuti, non se ne fano nulla ,ma il solo fatto che li abbiano ottenuti é una cosa gravissima se questo é davvero un paese che tiene alla sua unità; hanno proposto questa baggianata del federalismo fiscale, che sembrava tanto uno slogan per raccogliere consensi,e alla fine l’hanno avuta vinta; vanno in televisione a commettere quotidianamente vilipendio al Capo dello Stato e alla bandiera istigando al razzismo, cosa che in un qualsiasi altro paese sarebbe un reato penale capace di far scendere le folle per strada e qui invece niente. Quando si manifesterebbe il senso di “unità”, durante i mondiali? Un po’ pochino.
    Alla fine il chiasso paga. E se tali poveracci sono una minoranza come dici, non vedo come abbiano ottenuto tanto potere se non per l’inerzia politica ed elettorale di questa “maggioranza patriottica” (ancora più colpevole quindi) che le ha lasciato campo libero e che, quindi, non ci tiene poi così tanto all’unità. Passettino per volta la lega,sfottuta, derisa e condannata, sta collezionando un gol dopo l’altro, e per quanto riguarda i neoborbonici, sono ancora troppo frazionati e mancano di fondi per propagandarsi e farsi conoscere ma se riuscissero a fare politica sul territorio come fa la lega sarebbero anche più pericolosi. L’italia é come una persona anziana (paese di vecchi) che morirà di morte naturale per una banale influenza. E’ già tanto che sia sopravvissuta fino ad oggi.

  5. Mi scuso, credevo fossi lo stesso utente che aveva commentato un altro post. Allora… la Lega Nord, come ricorderai, si è assestata per anni su percentuali tra il 3 e il 4%. Il picco lo ha raggiunto solo dopo lo scioglimento di An e non a caso: da allora Bossi e compagnia sono rimasti gli unici a parlare di immigrazione! Ed è proprio per questo che negli ultimi 3 anni si sono verificati strani fenomeni, come le migliaia di voti presi anche nelle regioni del Sud. Prova a venire dalle mie parti (Treviso) e chiedi a un leghista perché vota Bossi. La prima cosa che ti dirà è che vota Lega perché gli immigrati gli stanno sulle palle. In fondo la Lega quando parlava quasi esclusivamente di “Roma ladrona” era arrivata al massimo al 6-7% (a metà anni ’90, nel periodo di maggior crisi per le nostre istituzioni): è solo con l’immigrazione che ha preso il volo, tant’è che alle ultime amministrative è stata penalizzata proprio perché considerata incapace di contrastare i flussi migratori provenienti da Tunisia e Libia, ricordi?
    Il federalismo fiscale è tutto fuorché una “baggianata” come l’hai definito: se c’è una cosa che ha condotto questo Paese al punto attuale è stata proprio l’eccessivo centralismo. Tu citi la Germania, ma lì hanno sempre avuto una repubblica federale, e questo da un lato ha permesso alle regioni più ricche di non essere frenate nel loro sviluppo (come invece è accaduto qui in Italia a Lombardia e Veneto), e a quelle meno ricche di responsabilizzarsi (come invece non è successo qui in Italia nelle regioni del Mezzogiorno).
    L’Italia in futuro potrebbe diventare una repubblica federale proprio come la Germania (probabilmente avrebbe dovuto esserlo fin da principio, con l’unificazione, viste le sensibili differenze culturali tra le sue varie regioni). Ma certamente non si dividerà. Primo perché il patriottismo esiste eccome, secondo perché c’è mezzo Paese a cui non converrebbe affatto dal punto di visto economico.
    Per quanto riguarda il patriottismo voglio dire due parole. Premesso che non è forte come in altri Paesi, ma se non esistesse, mi spieghi per quale ragione la Lega e tutti i partiti secessionisti sono minoranza nelle regioni settentrionali, nonostante l’estremo vantaggio economico che il Nord guadagnerebbe da una secessione dal Sud? Devono proprio essere idioti questi settentrionali: sono culturalmente diversi dai meridionali, staccandosi dal Sud diventerebbero come la Svizzera, ma in (netta) maggioranza non votano Lega. Strano vero? A Milano su un 70% di votanti alle comunali solo il 9% ha espresso una preferenza per la Lega. Parliamo dunque di una percentuale inferiore al 7% degli aventi diritto al voto. E tieni conto che gli elettori leghisti non sono tutti per la secessione, anzi, moltissimi vogliono solo più “schei” e meno stranieri.
    Non dimentichiamo inoltre la totale assenza di partiti al sud che invocano la secessione. Chissà come mai. Forse mancano fondi, sì certo.

  6. Guarda che ti sbagli e di grosso.
    L’espressione “totale assenza di partiti al sud che invocano la secessione” tradisce il fatto che non sei minimamente informato e non lo dico per attaccarti.
    Un sentimento secessionista al Sud esiste ed é molto più diffuso di quello che credi o che ti vogliono far credere. E’ scoordinato, economicamente insignificante, questo si, ma esiste.
    Purtroppo, se sei di Treviso, vuol dire che sei svantaggiato, perché significa che il sud lo conosci solo attraverso i telegiornali italiani che, non lo dico io, lo dice il mondo, sono spazzatura e non parlo semplicemente di “telepadania” (che é più un circo che un canale televisivo) ma anche di quella che dovrebbe essere la televisione di Stato o del Berlusca (ex fidanzato di Bossi) che ha sempre interesse a rappresentare il meridione come un emirato arabo -ma senza petrolio- i cui abitanti hanno un solo e unico interesse: stare attaccati al capezzolo del nord perché non hanno voglia di lavorare. Quindi, nell’immaginario collettivo del settentrionale, un Sud che orgogliosamente (o “autolesionisticamente”, direbbe qualcuno del Nord) vuole la secessione non trova nè spazio nè interesse perché stonerebbe con lo stereotipo del “terrone” che il Nord si é auto indotto.
    Ti sei mai chiesto perché all’estero non anno mai fatto un film su Perlasca o su Amedeo Guillet? Perché l’immagine dell’italiano all’estero vende solo se espressa come mafioso o come play boy, un italiano eroe non trova mercato. Più o meno é la stessa cosa per la parte erudita, laboriosa e onesta del sud…e anche per quella indipendentista.
    Quelli che tu hai grossolanamente appellato come “neoborbonici” sono un insieme eterogeneo di partiti e movimenti quali “Insorgenza Civile”, “Napolitania”, “Onda del Sud”, “Movimento Meridionale” “Partito del Sud-Gaeta” “Partito Popolo del Sud”e altri ancora di cui non sai nulla perché il loro peso politico é pari a nulla perché, primo, non hanno grandi finanziatori (e non è tanto strano visto che grandi imprenditori al Sud ce ne sono pochissimi,e quei pochi al massimo finanziano “cavalli sicuri” come le squadre di calcio), secondo, non avendo grandi finanziatori non possono spendere per farsi pubblicità sul territorio come fa la lega con le sue grigliate stile carnaval do brasil. Ragion per cui nessuno li considera perché non hanno ancora zoccoli duri di elettori (elettori MILITANTI dico) e non servono alle grandi coalizioni per fare numero come la lega. Se trovassero la forza economica di farsi pubblicità, farsi conoscere alle masse come ha fatto la lega -che ha trovato negli ignoranti una fonte preziosissima di potere- SAREBBERO, come ho detto, molto più pericolosi. Per ora sono per lo più simili a movimenti culturali, gestiti da intellettuali che invece di fare comizi per le piazze vendendo magliette, vanno a tenere dibattiti alle università, presentano libri nelle librerie, tengono discorsi sui canali privati o nei festival di piazza facendo proseliti non tra le masse analfabete, ma tra i giovani e gli studenti. Ecco perché sono pericolosi. Non si tratta di macchiette ridicole e avvinazzate che fanno leva sui sentimenti razzisti di vecchi sdentati: il loro cuore pulsante sono i giovani e gli intellettuali. I loro leaders sono professori universitari, scrittori, giornalisti, storici, non pagliacci come Bossi. Certo, gente ancora anonima, da Roma in su, che non é sempre mossa da idee secessioniste, alcuni sono semplicemente per la diffusione della verità sulla storia del mezzogiorno troppo a lungo nascosta o falsificata, altri per una mera rivoluzione culturale o gestionale del meridione, ma non dire “totale assenza di partiti al sud che invocano la secessione” perché dici una stronzata, e non perché non sono d’accordo con te ma perché semplicemente NON é nemmeno lontanamente vero.
    La lacuna di questi movimenti é la loro eccessiva differenziazione ideologica (non vogliono tutti la stessa cosa) e il fatto che ancora non sono connessi con le masse, ma non hai idea di quante siano le persone del popolino che non si sentono italiane nel meridione, anche persone ignoranti o semplicemente non informate, che non hanno nemmeno idea dell’esistenza di certi movimenti -e quand’anche li conoscessero non vi parteciperebbero attivamente- perché le loro vite sono molto più prese dalla sopravvivenza quotidiana.
    Tieni conto che mentre il filo conduttore del pensiero leghista é il razzismo e l’antimeridionalismo nonché la creazione di una Padania inventata di sana pianta da pochi beoni, il filo conduttore dell’eterogeneo e scoordinato mondo dei partiti meridionalisti é la verità storica e l’emancipazione economica dall’Italia vista come troppo nord-centrica; alcune sono reazioni al razzismo troppo a lungo sopportato, altri sono più moderati e non sono per la via della secessione, nemmeno per un mero antagonismo verso i settentrionali (Pino Aprile definisce la parte sana del Nord il miglior alleato dei meridionali). Ma tantissimi altri sono per il ripristino di uno Stato delle Due Sicilie che, dal tuo tono, sembri considerare una burletta, una leggenda, ma che, ti ricordo,é stato una realtà storica per centinaia di anni. Uno stato delle Due Sicilie é esistito davvero e pure parecchio a lungo. Una Padania MAI. Probabilmente in futuro si, ma l’identità duosiciliana dei meridionali, che sia sbagliata o meno, ha radici profonde, mente la petania é un’ invenzione, ecco perché mi permetto di prenderla in giro come idea. Ha molto più senso l’indipendentismo veneto visto che la repubblica di Venezia é esistita per mille anni.
    Per quanto riguarda il federalismo per me é una IMMANE baggianata perché non farà altro che accelerare il declino e la frattura di quel paese -già disunito fin nel midollo- portando l’italia prima a una decisiva secessione economica (ribadisco, già in atto da 150 anni) poi a quella definitiva e politica. Per di più per come la vedo io, non capisco che senso abbia parlare di unità nazionale se poi ogni regione pensa solo ai cazzi suoi come fosse una nazione in piccolo. La Germania é uno Stato federale, ma sempre in un’ottica di collaborazione e unità, il federalismo tedesco non é isolazionismo e particolarismo (in parole povere non é che la Baviera pensa solo ai cazzi suoi e se la Sassonia va a fuoco ci doveva pensare prima di commercializzare i fiammiferi).
    Al federalismo fiscale il Sud risponderà con il protezionismo e una drastica riduzione delle importazioni cosicché il Nord perderà il suo export principale. L’Italia é come l’Europa: un microcosmo eterogeneo e disunito caratterizzato da storie, culture, esigenze diverse e tenuta insieme per l’interesse di pochi, o meglio dei più ricchi. Il sud non cresce perché non DEVE crescere, perché deve fungere da serbatoio di voti, forza lavoro e “baionette”, non perché non é responsabile.
    Ed é un tipo di assetto che ha portato al 3° debito pubblico del mondo e a una crisi ancora più grave di quella europea. Ora si vuole dare le colpe di tutto questo al Meridione, ma io, pur essendo di genitori settentrionali, al sud ci sono nato e cresciuto e ti assicuro che dal punto di vista di quella terra, l’Italia é una cosa che il Meridione ha subìto, non di cui ha beneficiato.
    Fa parte dei piani di costruzione dell’Italia un Sud arretrato e povero, una “colonia interna” come l’ho chiamato. Essendo debole e non rispettata nel mondo, l’Italia non può scaricare la sua merda sui paesi del terzo mondo come fanno le VERE potenze del pianeta, e si é dovuta creare un’ “Africa personale”. Ecco perché, pur non esistendo un “Bossi del Sud”, esistono sentimenti anti-italiani nel mezzogiorno. Tu non ne sei a conoscenza perché, tanto per non cambiare, di quello che succede al Sud non frega niente a nessuno, a meno che non si tratti di fare qualche bel servizio sui rifiuti o sui morti di mafia quindi non vedo perché i media debbano mettertene al corrente. Vedi ed é per questo che i meridionali sono stufi. Non é questione di sentirsi chiamare “terroni”, é questione che il Sud non viene mai preso sul serio, riceve solo sfottò, invettive e viene reso protagonista di una informazione distorta che porta a mentalità come la tua.
    Ho notato, sai, il sottile sarcasmo delle tue due ultime righe (“totale assenza di partiti al sud che invocano la secessione”…”Chissà come mai”…”Forse mancano fondi, sì certo”).
    Vedi il meridionale questo lo sa bene: anche quando il settentrionale si crede mosso a sentimenti di unità e patriottismo, guarda sempre al meridionale con qualunquismo e sufficienza, come una pecora nera che “vuole stare in Italia per opportunismo assistenziale” ed é di questo atteggiamento che i “meridios” sono arcistufi e per cui tanti di loro non vi percepiscono come “fratelli”. Voi invece volete credere alla storiella che loro vogliono farsi mantenere, di essere la loro gallina dalle uova d’oro, di non volersi “rimboccare le maniche” e che quando trovano ,una volta tanto, un settentrionale che non opti per la secessione devono essergli riconoscenti e vedere in lui “lo zio d’america” che li mantiene e che quindi non sarebbero mai tanto stupidi da farsi “autogol” cercando la secessione…ma é una vostra convinzione.
    Guarda io ho viaggiato, ho visto tante realtà (ora vivo all’estero), ma una simile superficialità verso i propri “connazionali” non l’ho vista da nessun altra parte, la stessa superficialità che al Nord ricevono solo i giovani per i motivi che ti ho scritto nel precedente post, la riceve al Sud quasi un intero popolo. Una superficialità che non ha ragione di esistere: di fronte a tanta incomprensione che senso hanno federalismo o unità? L’insieme di popoli che costituiscono l’ Italia ha un problema di comunicazione di fondo. Senza comunicazione non si va da nessuna parte. Ha molto più senso la secessione. Saluti.

  7. Voglio farti notare quanto segue:
    1) l’esistenza di movimenti o associazioni indipendentiste nel Mezzogiorno non ha la minima rilevanza se questo non si traduce in un bacino elettorale considerevole. Per come la vedo io questi movimenti sono solo una goffa ripicca agli insulti leghisti (infatti sono nati dopo Bossi e il suo partito, viva la spontaneità di quelle rivendicazioni, i miei complimenti!);
    2) mi attribuisci (non si sa perché) una concezione stereotipata del Sud Italia. Forse dimentichi che sei stato tu a scrivere:

    “Il sud é un deserto, un deserto da cui tutti scappano e i pochi eroi che restano vivono in un limbo che si regge sul lavoro in nero, e su una serie di infiniti piccoli espedienti e compromessi che nemmeno ti immagini (e non mi riferisco al semplice cliché dell’ “arte di arrangiarsi” che ormai é solo un pretesto per fare film). L’imprenditoria é stroncata sul nascere dalla pressione fiscale, dalle mafie e dalla concorrrenza delle gigantesse del nord”

    E ancora:

    “…aziende che non sono più competitive perché invece di investire nella ricerca si sono attaccate per decenni al capezzolo dello Stato”

    Poi sono io quello che parla di assistenzialismo, grande coerenza, non c’è che dire! In realtà sei tu a ragionare per pregiudizi: infatti sei convinto che io – in quanto settentrionale – abbia solo una certa visione del Sud. Non sai assolutamente nulla della mia vita, delle mie parentele e delle mie amicizie, perciò evita di fare considerazioni sommarie e prive di fondamento;
    3) con l’ ultima frase intendevo dire solamente che un sentimento secessionista al Sud non esiste; tu l’hai letto come un’allusione offensiva, e questo dimostra ulteriormente che ragioni per pregiudizi;
    4) un’eventuale secessione del Sud dal resto dell’Italia sarebbe terribilmente svantaggiosa per il Mezzogiorno. Negarlo significa essere in mala fede, riconoscerlo significa capire che qualsiasi movimento indipendentista è stroncato alla radice se è vero – come tu stesso hai affermato – che alla base di qualsiasi secessione sussistono ragioni economiche;
    5) l’idea che al Paese faccia comodo un sud Italia immiserito è ridicola e vittimista.
    Con questo credo che possiamo concludere la conversazione, le nostre convinzioni sono inconciliabili. Saluti

  8. Senti se permetti io al sud ci ho vissuto e credo di conoscerlo meglio di te al di là delle tue “amicizie e parentele” e posso confermarti che un sentimento secessionista al Sud esiste e come, ma non avrà mai peso perché il Sud non ha nessun peso economico, quindi se la lega domani scorreggia tutti vanno ad intervistarla per sentire il profumo, rappresentante com’è di un territorio ricco e quindi potente. Se Insorgenza Civile dice qualcosa al massimo la invitano da Chiambretti per sfotterla. Proprio come quando l’Italia cerca di dire la propria su questioni di politica ed economia internazionale: tutti ridono.
    Sei questi movimenti non hanno un bacino elettorale considerevole é perché, te lo ripeto, non hanno gli “sghei” per farsi propaganda sul territorio, ma di militanti ne hanno già tantissimi (una cosa sono i militanti, un’altra gli elettori) un po’ come il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che durante i comizi di piazza raduna migliaia di persone ma alle elezioni raggiunge scarsissimi risultati. Ricordati che anche la Lega era considerata un partito di nicchia, un privè per invasati e ignoranti, ora hanno un’esperienza di governo di 10 anni.
    In conclusione, il minestrone eterogeneo della “lega sud” non avrà mai la forza come partito politico di ottenere la secessione, scommetto che non avrà mai oltre qualche seggio nei comuni di provincia; se ci sarà una secessione di sicuro la Lega Nord ha molte più frecce nella sua faretra per ottenerla ma non ti aspettare chissà quale accanita resistenza dei meridionali: il secessionismo non é solo un movimento politico, ma anche un sentimento, e questo sentimento é molto ma molto diffuso nel meridione, non tanto nelle vecchie generazioni quanto nelle nuove, come partito politico fa pena, ma come sentimento, giusto o infondato che sia, sta dilagando in modo esponenziale.
    Se sono sorti da poco é perché contrariamente alla lega che ha trovato subito terreno fertile grazie alla sua politica razzista e becera, le argomentazioni dei movimenti meridionalisti non sono prettamente anti settentrionaliste, si basano sull’emersione e promulgazione alquanto recente delle innumerevoli ombre del risorgimento che ha trasformato il Sud in ciò che é adesso. L’anti settentrionalismo non é un comune denominatore (pensa che una delle prime ospitate televisive di Pino Aprile é stata proprio a TelePadania), la tua espressione “goffa risposta agli insulti della Lega”, come se si trattasse di bambini frignanti, conferma che non sei minimamente informato su ciò che dici e continui con questo atteggiamento superficiale e sarcastico. Se io chiamo il Sud un deserto è per un dato di fatto, non lo dico con spregio o con biasimo, come ho detto al Sud ci sono cresciuto, le tue fonti quali sono?
    Io sono di genitori settentrionali, mio padre é stato assegnato come dirigente allo stabilimento di Pomigliano un anno prima della mia nascita, sono cresciuto in mezzo a loro: cosa sono un terrone o un polentone? Entrambi e nessuno dei due direi, non ho interese a parlare per l’uno o per l’altro, ma tieni presente che pur non avendo mai rinnegato le mie origini le mie origini hanno rinnegato me.
    Ecco che quindi mi trovo in Olanda, ho dovuto fuggire dal meridione perché non dà futuro (deserto, ribadisco), ma ho scartato il settentrione perché il futuro che offre é fittizio, fatto di precariato e razzismo, la mia stessa parentela mi evitava perché sono stato “partorito” in terronia, e ormai “contagiato” di terroneità. Le aziende italiane (o settentrionali, se vogliamo, tanto é la stessa cosa) non competono all’estero perché, sì, per troppo tempo, mantenute dallo Stato hanno atrofizzato la ricerca (come me la spieghi la fuga dei cervelli allora?), e ora non sono più competitive. Ti ostini a dipingere il Nord come una potenziale Svezia o Germania ma non é niente del genere, qui dall’Olanda l’Italia é vista come terzo mondo dalle Alpi a Lampedusa e hanno ragione. Quando gli dici che il Nord é ricco, prospero e evoluto scoppiano a ridere, perché é come dire che l’Albania dell’ovest é più ricca di quella dell’est : da qui sono solo blande sfumature. E dire che si parla di gente che per lavoro o turismo lo vede spesso il Nord, non di idioti che vedono le immagini di Napoli alla TV. Tu continua a credere nelle tue convinzioni che vuoi che ti dica, vorrei sapere come ti spieghi la decadenza economica, demografica e politica del tuo Paese.
    Super Potenza si nasce non si diventa, io dico che l’Italia é un errore, non lo dico con rabbia ma con mera cognizione di causa, l’Italia ha voluto competere nella categoria dei pesi massimi pur avendo un fisico da peso mosca e ciò spiega i suoi continui fallimenti militari, politici economici e sociali nonché la totale inconsistenza della sua voce in ambito internazionale, se abbracciasse la sua natura e accettasse che il suo posto é nei “campionati di periferia” starebbe molto meglio. Almeno per quanto riguarda il Sud. Il Nord da solo può al massimo eguagliare la Francia (macché Svizzera!), il Sud é più vicino alla Grecia. Un sud autonomo se la passerebbe male? Continui con le tue convinzioni. Ci sono tanti paesi che sono “sud” dalla testa ai piedi (Argentina, Cina, Croazia, Brasile, India) che senza avere nemmeno un “nord benefattore che li mantiene” si sono risollevati alla grande pur avendo anche loro le loro forme di “mafia”. Al Sud non servono iniezioni di denaro al Sud serve essere padrone del suo destino cosa che gli é stata negata con l’unità.
    Si lo so sarebbe bello avere un paese forte, glorioso e potente, di cui essere fieri come fanno i francesi o gli inglesi, unito e fiero come un solo uomo ma non é il nostro caso, é inutile dannarsi bisogna farsene una ragione. Dag!

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