Esiste uno stretto rapporto tra regola e sanzione, perché nessuna regola può essere rispettata se non si prevede una sanzione per la sua violazione. Tuttavia la sanzione da sola non è sufficiente a fungere da deterrente. Serve sempre una fase intermedia di controllo da parte dell’Autorità. Il controllo è necessario perché rende la sanzione “possibile”: i cittadini si convincono che se non tengono il comportamento imposto dalla regola possono essere effettivamente puniti.

Insomma, la sanzione è un ottimo deterrente, ma da sola non basta. E addirittura, si può affermare con certezza che una sanzione più lieve ma sorretta da un controllo stretto avrà più possibilità di fungere da deterrente rispetto ad una sanzione più forte ma priva di controllo.

Facciamo un esempio: nell’Università X è vietato copiare, e chi viene sorpreso a copiare ha come sanzione l’annullamento dell’esame e l’impossibilità di iscriversi a quello successivo. Nell’Università Y invece è sempre vietato copiare, ma la sanzione consiste esclusivamente nell’annullamento dell’esame. Ora, facciamo finta che nell’Università X sia molto facile copiare, perché nessuno passa a controllare gli studenti durante l’esame, mentre nell’Università Y è praticamente impossibile, perché i controlli sono strettissimi. E’ ovvio che gli studenti copieranno nella prima università e non nella seconda, e questo nonostante la sanzione prevista nella prima università sia più severa!

Per questo, quando i giornali e le persone parlano di inasprimenti di pena non sono mai convinto che si tratti della soluzione migliore. Qualcuno ad esempio vorrebbe che la legge prevedesse pene più dure per chi uccide al volante in stato di ebbrezza. Ci può anche stare, ma queste pene più severe non avranno nessuna possibilità di fungere da deterrente se non saranno accompagnate da controlli più stringenti. Non a caso Cesare Beccaria diceva: “E’ meglio prevenire i delitti che punirli”.

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