La maggior parte degli italiani parla dei politici come se si trattasse di una razza umana diversa dalla loro: esseri spregevoli e corrotti, capaci di ogni forma di abuso a danno del popolo, che invece lavora alacremente e sopporta ogni tipo di sacrificio. Sento dire ormai in continuazione che il problema dell’Italia sono i suoi politici, i parlamentari in particolar modo. Un’affermazione che può anche essere condivisa, ma la domanda che mi pongo è la seguente: c’è davvero tanta differenza tra governanti e governati?

Quello di cui a mio parere gli italiani non si rendono conto è che i politici sono solo normali cittadini (quindi membri del popolo) che hanno deciso di intraprendere la strada della politica.  Già, perché non c’è scritto da nessuna parte che la politica debba farla chi è più bravo o chi ha più competenze: in realtà  la politica la fa chi prende la tessera di un partito e scala tutte le sue gerarchie fino ad arrivare in cima, ottenendo così i posti più ambiti (Parlamento, Consiglio Regionale, eccetera…). Se queste persone sono corrotte e corruttibili evidentemente è perché il popolo italiano è corrotto e corruttibile. I politici sono semplicemente lo specchio del popolo, perché da lì provengono.

Se favoriscono gli amici è perché la maggior parte di noi al loro posto favorirebbe i propri; se prendono 20.000 euro al mese è perché la maggior parte di noi al loro posto se li prenderebbe tutti, fino all’ultimo centesimo; se abusano del loro potere è perché la maggior parte di noi al loro posto ne abuserebbe.

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