Fra tutte le città del Veneto, Venezia è a mio parere quella meno veneta. E’ Venezia ad aver influenzato il Veneto della terraferma, non viceversa. E nonostante questa influenza, mi sembra chiaro che il Veneto della terraferma sia rimasto sostanzialmente una terra rurale per cultura, mentalità e tradizione, nel bene e nel male. Nulla di più diverso da Venezia, una metropoli affacciata sul mare che guardava verso Oriente: la Dalmazia, la Grecia e più in là nel tempo Bisanzio e la Siria. Una città di marinai e mercanti, non di contadini.

Uno scrittore medievale diceva dei Veneziani (quasi incredulo): “Questa gente non ara, non semina e non vendemmia, eppure può comprare vino e grano in ogni porto“. Degli altri Veneti si potrebbe forse dire che non abbiano mai arato, seminato e vendemmiato? Direi proprio di no, anzi, sono tutte attività che li hanno caratterizzati per secoli, almeno fino al boom economico degli anni ’60 del secolo scorso.

Sempre a testimonianza di questa specificità ed unicità di Venezia, anche rispetto al resto del Veneto, c’è un detto veneziano che recita:

Se no ghe fosse el ponte el mondo sarìa un’isoea
(Se non ci fosse il Ponte della Libertà il mondo sarebbe un’isola)

 

Annunci