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Livaditi

L’operetta patriottica Dello amore della Patria scritta in pieno Risorgimento dal mio avo Demetrio Livaditi è stata recentemente inserita nel motore di ricerca Google Libri dalla Biblioteca Nazionale di Firenze. Ne possedevo già il testo per averlo fotocopiato alla Biblioteca Civica Attilio Hortis di Trieste il dicembre scorso, ma è stato comunque un motivo di vera soddisfazione vederlo pubblicato sul web, in una postazione facilmente accessibile a chiunque.

In questo breve scritto l’autore si propone di dimostrare come fra tutti gli amori esistenti quello per il proprio Paese sia il più puro e il più disinteressato possibile. La trattazione ha dunque un carattere principalmente filosofico, anche se, a dire il vero, speravo che il testo contenesse pure dei riferimenti autobiografici: dopo tutto nei due anni immediatamente precedenti alla sua pubblicazione Demetrio Livaditi aveva dovuto abbandonare la propria città natale proprio per “amor di Patria” e successivamente si era arruolato nell’esercito sabaudo sempre per lo stesso ideale. Pazienza: probabilmente conoscerò qualcosa in più della sua vita altrove.

Intanto pubblico il collegamento alla sua opera, a cui potete accedere cliccando sull’immagine del frontespizio qui sopra riprodotta. Qui sotto invece, un piccolo estratto:

S’ama dunque la patria con amore infinito, indomabile; s’ama di essa, nonché altro, i lochi, gli uomini; s’ama la lingua, i costumi; s’ama l’aria, il cielo, i monti, le selve; s’ama il terreno, i sassi; s’ama ogni cosa che accoglie la patria, ogni memoria che a lei si riferisca, ogni sudore che per lei si versi, ogni danno che si patisca, ogni ingiuria che si riceva, ogni calamità che per essa ne sopravvenga. Ogni sentimento, ogni effetto illustra e fa bello questo sacro amore.

Esso doma qualunque altra affezione, per grande e singolare e profonda che ella sia; rompe ogni proposito che ad esso si contrapponga; affina e scalda, non altrimenti che l’amore per lo studio; affatica come quello che t’occupa per gli averi; arde come l’amor per la donna, e solleva d’animo, come quello che in te spira per l’amicizia.Però non soffre i disinganni di essi; perciocchè, non principia con intento di bene proprio; non progredisce con aspettative di diletto, e con isperanza di utilità avvenire; non ha, insomma, la sua radice nell’amor di se stesso.

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