Tag

, , , , , ,

risorgimento“Non una voce stanca e nostalgica, ma quella di un giovane, allegro e lievemente incantato, dovrebbe raccontare le avventure e gli avvenimenti che hanno portato al risorgimento dell’Italia”

Inizia così il libro Bella e perduta del professor Lucio Villari, una breve storia del Risorgimento italiano il cui intento appare chiaro fin dalle primissime pagine: ricordare che quel periodo, a dispetto dell’immagine impolverata ed ingiallita che ne abbiamo, fu prima di tutto opera di giovani, dei loro sacrifici, delle loro speranze ed anche delle loro illusioni; fu un moto tenace e inarrestabile di giovani uomini e donne che desideravano più di ogni altra cosa modernizzare, liberare e unire il proprio Paese. Proprio per questo non si possono abbandonare quelle vicende “ai depositi antiquari della nostra storia nazionale” ma bisogna invece recuperarle e dargli il giusto riconoscimento, perché la forza morale e il desiderio di giustizia che le animarono possano essere d’esempio anche oggi, soprattutto per le nuove generazioni.

Il libro – che si sfoglia con piacere grazie alla vena narrativa del suo autore – ripercorre le tappe più significative di quella storia, inquadrandola come parte di un più vasto risveglio politico, economico e sociale che abbracciò tutta l’Europa di allora, senza trascurare naturalmente la specificità del movimento italiano e il desiderio dei nostri patrioti di camminare con le proprie gambe (“l’Italia farà da sé”). Lo slancio verso la modernità e la giustizia sociale – mai dissociato dal sentimento nazionale – fu la vera molla del nostro Risorgimento e ci insegna ancora oggi come pure nelle difficoltà economiche e politiche nulla sia davvero “perduto” finché si comprende la necessità di una reazione unitaria e si conserva intatta la fiducia nelle proprie capacità e qualità nazionali. Forse è questa la lezione più preziosa che ci ha lasciato in eredità il Risorgimento ed è anche il motivo per cui – accanto ai De Gasperi e ai Berlinguer – sarebbe opportuno ricordare i Mazzini, i Bandiera, i Nievo, i Cavour, i Pisacane e tanti altri, oggi troppo spesso scordati se non addirittura dileggiati.

Annunci