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istriaCos’è oggi l’Istria? Probabilmente un semplice nome sulla cartina geografica oppure, come ancora accade, una fiamma di discordia tra opposte fazioni politiche. Dici “Istria” e a seconda del credo politico dell’interlocutore ti senti rispondere “fascismo, fascisti” oppure “foibe, esodo, comunismo”. Nient’altro. Sembra del tutto smarrita la curiosità per questo triangolo di terra, per la sua storia millenaria, il suo splendido mare, le sue cittadine, la sua struggente bellezza.
La scrittrice Anna Maria Mori, esule istriana nata a Pola, ci accompagna nella terra della sua infanzia, questa meravigliosa penisola dell’Adriatico, un tempo Italia, oggi divisa tra Croazia e Slovenia, per raccontarcene non solo le dolorose vicende dei tempi più recenti, ma anche il fascino, la natura, i luoghi e le tradizioni.
“Volevo ritrovare la mia bellezza di nata in Istria” afferma l’autrice, che aggiunge: “non sarà meglio dirsi e dire: ‘io vengo da una grande bellezza’, che non ‘io vengo da una grande tragedia’?” Ed è così che piano piano, in un viaggio di ricordi lontani ma nitidissimi, l’Istria viene restituita a se stessa, ai suoi boschi, al suo mare, ai suoi odori, ai suoi colori, ai suoi sapori, alle sue ricette e al suo dialetto, così simile a quello veneziano. Perché il ricordo non può essere solo quello orrendo e straziante delle foibe, ma deve abbracciare tutto quel piccolo mondo perduto, fatto di vita quotidiana, di natura e di pietre, che in quelle terre sembrano parlare più degli uomini.
“Nata in Istria” (vincitore del Premio Recanati 2006) ha il merito di recuperare l’umanità frammentata e dispersa dopo il doloroso esodo del dopoguerra. Lo fa dando voce anche ai protagonisti di quella storia, esuli e rimasti, tutti uniti dalla stessa malinconia e dallo stesso amore per il loro paese.
Come lettore, sento di dover ringraziare l’autrice: il suo è un ritratto delicato e insieme appassionato che rinfranca lo spirito.

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