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Our-Town-moon-imageScegli un giorno senza importanza. Anzi, scegli il giorno meno importante della tua vita. Anche così, sarà importante abbastanza…

Our town di Thorton Wilder (1938) è una commedia teatrale divisa in tre atti e ambientata in una piccola città americana del New Hampshire, Grover’s Corners. Qui vivono le famiglie Webb e Gibbs, i cui figli Emily e George dopo anni di lunga amicizia si innamorano e si sposano. La loro è un’esistenza del tutto ordinaria, come quella dei concittadini. La semplicità e la ripetitività delle situazioni di vita rappresentate nei primi due atti sono infatti assolute. Sembra davvero che a Grover’s Corners non accada nulla di significativo o tale da catturare la curiosità dello spettatore: colazioni preparate la mattina presto, interrogazioni a scuola, passanti che discutono del freddo e della pioggia, prove di canto in chiesa. Anche la relazione tra i due protagonisti appare del tutto convenzionale, così come il loro matrimonio.

Ma Our town non è la semplice storia di un paesino della provincia americana di inizio ‘900. E’ molto di più. Lo si capisce nel terzo ed ultimo atto, quando uno dei due giovani sposi muore e una volta nell’aldilà chiede e ottiene di rivivere un giorno qualunque della propria vita a Grover’s Corners. A questo punto, quella che fino a prima era parsa una commediola leggera si tinge improvvisamente di dramma, trascinando lo spettatore in uno stato di turbamento interiore e di sconforto.

Our town è un piccolo capolavoro sul valore inestimabile della quotidianità. L’autore ci invita ad apprezzare e godere la vita nelle piccole cose, nei gesti ripetuti, nelle situazioni più consuete e prevedibili, nei momenti più ordinari. Il monito finale è quello di non sciupare il proprio tempo, prima che sia troppo tardi.

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