“La noia”, Alberto Moravia

lanoiaDino è un uomo giovane che pur avendo a disposizione denaro e ricchezze rifiuta gli agi e i lussi della bella vita che gli sarebbero garantiti dalla facoltosa madre per dedicarsi alla pittura in un modesto appartamento di Roma. E ciò non per spirito francescano o per una spiccata inclinazione artistica, bensì per sfuggire alla noia delle sue giornate, per illudersi cioè di avere un rapporto autentico con la realtà. Ma per quanto egli si sforzi di dipingere, non gli riescono che quadri mediocri: il mondo infatti continua ad apparirgli in ogni sua manifestazione un oggetto estraneo, impenetrabile e privo di significato, così che raffigurarlo su delle tele gli è semplicemente impossibile. Ecco cos’è la noia di cui soffre: non assenza di divertimento, come si potrebbe pensare, ma incomunicabilità, incapacità di instaurare un legame vero con tutto ciò che lo circonda, dalle cose alle persone. Si tratta perciò di un malessere esistenziale, che condiziona interamente la sua vita.
Nemmeno Cecilia – una giovanissima e procace popolana con la quale intreccia un’intensa relazione sessuale – sembra spezzare le catene della noia che lo imprigionano. Ma un evento inaspettato è destinato a mutare i sentimenti del protagonista per la misteriosa ed inafferrabile ragazza, che diventa il paradigma di una realtà che sfugge proprio nel momento in cui si cerca disperatamente di possederla. Fallito come artista, Dino fallirà anche come amante e in definitiva come uomo?

Per buona parte delle sue pagine il romanzo è un’autentica apnea da cui è difficile risalire: l’indolenza del protagonista e la sua incomprensibile incapacità di attribuire la minima rilevanza a qualunque oggetto o figura gli si presenti innanzi demoralizzano ed irritano il lettore, ma se si ha la pazienza di perseverare nella lettura si schiuderanno delle pagine di profonda e toccante verità.

9 pensieri riguardo ““La noia”, Alberto Moravia

  1. E’ un libro magnifico e amo Moravia, anche se io preferisco Gli Indifferenti, forse perche’ l’ho letto in un periodo della mia vita in cui mi sentivo molto vicina ai protagosnisti di questo libro.

      1. Bellissimo, come anche La Ciociara ma questo e’ molto, molto forte. Anche i Racconti Romani sono molto belli. Onestamente di quello che ho letto di Moravia mi e’ piacito tutto…

  2. La noia è quello stato esistenziale che molti hanno letto come il riflesso della nausea di Jean – Paul Sartre, e in quanto platealmente adepta di quest’ultimo, non ho potuto che amare ”La noia”.
    In ogni caso consiglio caldamente ”Intervista sullo scrittore scomodo”: è un’intervista guidata sapientemente da un (preparatissimo) giornalista a cui risponde un disponibile, marmoreo e acuto Moravia, che, come sempre, si rivela per quello che è: un grandissimo uomo. L’ho riscoperto e ho istintivamente provato un acceso moto di affetto, stima e ammirazione nei suoi confronti dopo questa maxi intervista.
    Detto ”papale papale” (come si dice dalle nostre ruspanti parti): un figo.

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