“L’Italia e i suoi invasori”, Girolamo Arnaldi

L'Italia e i suoi invasori

Per una sorta di legge del contrappasso, l’Italia che con Roma nell’antichità aveva dominato gran parte del mondo allora conosciuto, a partire dal V secolo cominciò ad essere conquistata da popoli stranieri, che spesso invasero il suo territorio non solo per raccogliere quanti più beni e ricchezze potevano, ma anche per rimanere e mettere radici. “Se per un italiano […] ‘l’Italia è un’illusione, anzi un miraggio, un oggetto del desiderio’, sta di fatto che, per gli stranieri, l’Italia è stata per secoli, sciaguratamente per noi, un desiderio soddisfatto”.
L’Italia e i suoi invasori (Editori Laterza, 2004), scritto dall’esperto di storia medievale Girolamo Arnaldi, è un appassionante libro di divulgazione storica sul rapporto tra italiani e stranieri dalla caduta dell’Impero romano d’occidente allo sbarco delle truppe anglo-americane in Sicilia durante la seconda guerra mondiale. Mille e cinquecento anni di storia del nostro Paese sono così ripercorsi dalla penna dell’autore secondo un’originale chiave di lettura, che permette di valutare tanto i contributi positivi che dall’esterno sono arrivati alla cultura e all’identità nazionale italiana, quanto le origini di molti mali che ancora oggi ci attanagliano. In particolare risulta evidente fin dai tempo del Medioevo la mancanza di una concordia nazionale tale da consentire la difesa di interessi comuni contro aggressioni e ingerenze straniere.

2 pensieri riguardo ““L’Italia e i suoi invasori”, Girolamo Arnaldi

  1. Ho sempre amato la storia che invece in Italia ha pochi estimatori: comprerò il libro. Ma la mancanza di coesione nazionale di cui parli alla fine è un problema mai risolto, nemmeno con l’unità del 1860. Se la coesione non c’è i casi sono due: o la si costruisce nel tempo in modo “obbligato” fin dalle scuole primarie oppure si lasciano perdere questi giochettti ridicoli con i loro proclami ipocriti e si accetta la realtà storico-sociale della penisola assecondandola.

  2. Ringrazio per la segnalazione di questo libro, che sicuramente recupererò e leggerò. Sarà soprattutto interessante vedere l’influenza, chiamiamola pure straniera, sulle tante patrie di cui è stata composta quella che solo da centocinquant’anni chiamiamo Italia, senza aver compreso il compito di doverla costruire. Complimenti per l’interessante recensione

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