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phpThumb_generated_thumbnailNessuno ti ha mai detto che «tra i ciechi l’orbo d’un occhio è re»?”.

Tra le Storie di fantasia e di fantascienza pubblicate nel 1980 dallo scrittore britannico H. G. Wells spicca un breve ed angoscioso racconto ambientato nella parte più deserta e selvaggia delle Ande ecuadoregne, dove in una misteriosa valle montana sorge il leggendario paese dei ciechi. Qui gli uomini sono colpiti da una misteriosa cecità e vivono da secoli in uno stato di completo isolamento rispetto al resto del mondo per via di un cataclisma che ha reso la loro valle inaccessibile. Un giorno, un montanaro venuto dal mondo di fuori, Nunez, perde i propri compagni durante una spedizione alpinistica e si ritrova in questo strano villaggio, dove nota fin da subito la menomazione degli abitanti, compensata da uno straordinario sviluppo degli altri sensi, in particolare udito e olfatto. Nunez inizialmente è affascinato da questo piccolo paese di cui aveva sentito parlare solo nelle leggende, ed è convinto che possedere la vista in mezzo a tanti ciechi gli permetterà in poco tempo di ottenere riverenza e di essere venerato come un essere superiore. In verità, nel paese di ciechi l’unico vedente è solo un folle che blatera di cose che non esistono e che pertanto deve essere guarito dalla pazzia che lo affligge.

Il paese dei ciechi è una storia allegorica che si presta contemporaneamente a molteplici interpretazioni, offrendo ottimi spunti di riflessione sul tema del diverso e su quello ancora più filosofico del relativismo.

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