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14793-bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue-nel-cast-del-film-Un figlio di Re mangiava a tavola. Tagliando la ricotta, si ferì un dito e una goccia di sangue andò sulla ricotta. Disse a sua madre: “Mamma, vorrei una donna bianca come il latte e rossa come il sangue”.
“Eh, figlio mio, chi è bianca non è rossa, e chi è rossa non è bianca. Ma cerca pure se la trovi.”

Con questa citazione di Italo Calvino tratta da Fiabe italiane si apre il primo romanzo pubblicato da Alessandro D’Avenia, al quale mi sono avvicinato con curiosità per una serie di buoni motivi: il titolo, la copertina, le buone recensioni sentite in famiglia e non per ultimo il desiderio di leggere qualcosa di leggero. Sì, perché Bianca come il latte, rossa come il sangue è un libro per ragazzi, privo perciò di particolari pretese letterarie.
Nel suo romanzo d’esordio D’Avenia riprende un tema molto ricorrente, quello dell’amore impossibile. Non potrebbe definirsi altrimenti infatti il sentimento del sedicenne Leo, un adolescente come tanti altri, per la bellissima Beatrice, una ragazza dai capelli lunghi e rossi, gli occhi verdi e un terribile segreto: la leucemia che lentamente la sta spegnendo. Quando Leo lo scopre, un tumulto di emozioni e pensieri lo sconvolgono, costringendolo ad interrogarsi sul suo sogno e sugli ostacoli che si frappongono alla sua realizzazione.
Raccontata in una forma che si avvicina molto al diario, con una scrittura che vorrebbe ricalcare quello di un giovane liceale, la vicenda di Leo è la storia di una progressiva e necessaria crescita interiore, stimolata sia da eventi apparentemente più grandi di lui sia da due personaggi che con la forza della loro presenza e la dolcezza delle loro attenzioni lo aiuteranno a guardare le cose del mondo con occhio maturo e fiducia nell’avvenire.

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