Non esiste italiano che non pronunci la parola ciao almeno una volta al giorno. Ciao è anche una delle poche parole del nostro vocabolario conosciute all’estero. In realtà però sono ben pochi coloro i quali ne conoscono l’origine e l’etimologia. Insomma, cosa vuol dire ciao?
Ciao viene dal dialetto veneto, precisamente da s-ciavo. S-ciavo (successivamente contrattosi in s-ciao e poi in ciao) significa ‘schiavo’, ed era usato dai servi nell’atto di rivolgersi verso i loro padroni nella Venezia del ‘700. Il significato del saluto, com’è facile intuire, equivaleva a: ‘sono tuo schiavo’, ‘servo tuo’, ‘ai vostri ordini’.
Curioso notare come ciao, da saluto reverenziale e diretto a mettere in evidenza la differenza sociale tra due individui di classi diverse, sia diventato col tempo confidenziale e amichevole, tanto che usarlo oggi nei confronti di un professore o di una vecchia signora è considerato inappropriato e maleducato.



Due piccole precisazioni, se mi è permesso: nella storia della contrazione di s-ciavo cade prima la v della s iniziale, essendo in lingua veneta la prima molto più debole della seconda, per quanto poco comprensibile ai non veneti (oltre ad essere “ciavo” una parole di significato molto molto diverso e non opportuna in pubblico): fin nell’ottocento e ancora oggi in espressioni come: …”e s-ciao!” si è mantenuta questa forma. successivamente cade anche la s rimanendo la voce come la usiamo oggi. Per quanto riguarda l’uso esso era sì un saluto da minore a maggiore ma, come tale anche un saluto riverenziale ed “educato” anche in senso opposto. Si dice che non fosse per nulla inusuale che negli secoli della Repubblica anche il doge si rivolgesse al proprio gondoliere con lo stesso umile saluto (s-ciavo, o servo vostro) essendo una formula di cortesia.
Grazie mille, specie per la prima precisazione: mi è stata utile.
Molto interessante!
E “giornalismo” da dove viene?
Mah…secondo me viene da ‘giornale’. Però è un po’ azzardata come ipotesi, non ne sono sicuro. Tu che pensi?
Eh….effettivamente lansciari in queste supposizioni che basano sul niente è rischioso… Bhuahahah